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Standard produttivi per la sicurezza alimentare, il benessere degli animali e l'ambiente

Quello che sostengono I difensori vecchio-stile della PAC

La PAC compensa gli agricoltori europei che devono rispettare delle rigide norme in tema di sicurezza alimentare, benessere degli animali ed ambiente. In assenza di tale sostegno la produzione agricola verrebbe trasferita all'estero dove gli standard sono meno severi.

Pochi svantaggi per l'agricoltura UE

Sono molte gli argomenti a sfavore del trasferimento della produzione agricola nei paesi che applicano standard meno rigidi.

  • I prodotti importati devono in ogni caso rispettare gli standard minimi UE, soprattutto circa la salute degli uomini, degli animali e delle piante;
  • Una quota sempre maggiore di prodotti alimentari viene venduta da marchi e venditori al dettaglio che impongono propri standard che sono più rigidi. Gli agricoltori stranieri che vogliono produrre per tali marchi e venditori al dettaglio devono rispettare gli stessi standard che rispettano gli agricoltori europei;
  • Quando gli agricoltori europei devono rispettare standard più rigorosi rispetto ai concorrenti stranieri, questo non va solo a loro danno. Standard elevati aumentano la fiducia dei consumatori nella sicurezza dei prodotti UE ed anche nel loro rispetto verso I valori di protezione dell'ambiente e degli animali.
  • Elevati standard igienici inoltre migliorano la salute degli animali e delle piante ed I requisiti di tracciabilità permettono degli interventi più mirati in caso di epidemie di peset o altre malattie. Gli agricoltori quindi imbattono in meno perdite.
  • I costi sostenuti dagli agricoltori europei che rispettano standard minimi legali che non vengono applicati agli agricoltori stranieri, sono in realtà moderati. Anche con riguardo al benessere degli animali dove i costi di conformità sono molto elevati e non possono essere recuperati attraverso premi di prezzo, gli incentivi a riallocare la produzione sono minimi.

...ma vantaggi enormi

Quando consideriamo i potenziali svantaggi non dobbiamo però dimenticare che, in genere, gli agricoltori europei beneficiano di condizioni privilegiate:

  • il clima è perlopiù moderato, le precipitazioni sono regolari ed il suolo abbastanza fertile;
  • Tecnologia ed informazioni sono facilmente accessibili, I mercati per gli input necessari alla produzione, dai capannoni dell'azienda ai fertilizzanti, funzionano in modo lineare, i diritti di proprietà terriera sono chiaramente definiti e fatti rispettare correttamente;
  • Il più grande mercato mondiale di prodotti agricoli, la UE, è a portata di mano

Che vantaggio se consideriamo che gli agricoltori nei paesi in via di sviluppo possono essere soggetti a standard inferiori ma sono allo stesso tempo alla mercé di siccità ed uragani, mercati degli input e del credito disorganizzati , diritti di proprietà non garantiti e difficile acceso al mercato.

La stessa taglia non può andare bene a tutti

Se una parte della produzione agricola venisse trasferita a causa degli elevati standard nell'UE, questo non sarebbe del tutto negativo. La maggior parte dei problemi ambientali causati dall'agricoltura sono locali, come l'inquinamento delle falde acquifere e l'erosione del suolo. E' pertanto efficiente che ogni paese decida gli standard che si adattano meglio al suo livello di sviluppo e ad altre caratteristiche come la densità della popolazione e le fonti non-agricole di inquinamento. Poiché una taglia non può andare bene a tutti, ogni paese dovrebbe essere libero di stabilire i propri standard che si adattano meglio ai propri bisogni e la produzione agricola dovrebbe essere libera di adattarsi di conseguenza. (Nel caso dell'agricoltura, come sostenuto sopra, questo non porterebbe ad una corsa verso il basso per prevenire la riallocazione della produzione).

L'agricoltura europea non è sempre la migliore

Quando si parla di un bene pubblico globale, come la biodiversità o il clima, non è chiaro s eun paese con standard più elevati abbia in effetti una performance dal punto di vista del rispetto dell'ambiente, migliore. Gli agricoltori europei possono impiegare delle tecniche di produzione relativamente inquinanti a dispetto degli elevati standard ambientali UE. Ad esempio la terra può essere più scarsa in Europa mentre macchinari e prodotti chimici possono essere più disponibili che in altri paesi. Oppure gli inverni freddi in alcuni stati membri possono indurre l'utilizzo di energia per mantenere gli animali nelle stalle, mentre in altri paesi gli animali possono pascolare liberamente durante tutto l'anno. Un trasferimento di produzione in paesi con standard più bassi non è necessariamente dannoso ai global environmental commons.

Conclusione

La compensazione per norme rigide sulla sicurezza alimentare, il benessere degli animali e l'ambiente dovrebbe essere pagata in modo selettivo solo in caso di indesiderata dislocazione della produzione. Altrimenti gli agricoltori dovrebbero a pagare per il costo totale di osservanza della normativa UE come avviene negli altri settori. La UE ha elevati standard ovunque, dalle emissioni industriali, alle sostanze chimiche ai diritti dei lavoratori. Non sarebbe possibile compensare ogni settore per i costi extra che derivano dal rispetto della normativa UE.

Un altro discorso è se gli agricoltori dovrebbero ricevere per rispettare standard che superano i limiti legali. La PAC attualmente dedica solo un ammontare irrisorio per ricompensare tali sforzi. E' desiderabile stabilire dei maggiori incentivi per gli agricoltori a rispettare il benessere degli animali. Indubbiamente ulteriori sussidi dovrebbero essere erogati per le prestazioni ecologiche al di sopra degli standard minimi.