Ambiente
Quello che sostengono i difensori vecchio-stile della PAC
La PAC è necessaria per promuovere i benefici ambientali prodotti dall'agricoltura e per i quali gli agricoltori non sono remunerati dal mercato. La produzione agricola può preservare gli spazi aperti, migliorare la varietà del panorama e mantenere le tradizionali caratteristiche del paesaggio che portano un significato culturale. Allo stesso modo l'agricoltura può promuovere la diversità, ad esempio offrendo un habitat a specie che dipendono dall'agricoltura tradizionale. Non è solo efficiente ma anche giusto pagare gli agricoltori che offrono questi servizi alla società.
I costi ecologici per stimolare la produzione agricola
E' senza dubbio vero che la produzione agricola ha degli effetti collaterali positivi sulla società. Ad ogni modo vi sono anche degli effetti negativi. L'agricoltura può provocare l'inquinamento dell'acqua, dell'aria e del suolo, la produzione di gas serra, l'impoverimento dell'acqua e del suolo e la perdita di diversità biologica come risultato del degrado ambientale e della monocoltura. Stimolare semplicemente la produzione agricola arreca più danni che benefici all'ambiente.
L'inefficacia ecologica del pagamento unico
Il pagamento unico è soggetto ad una rispetto “incrociato” di norme. Gli agricoltori devono soddisfare alcuni standard ambientali se vogliono ottenere un sostegno al reddito. Questi requisiti sono presenti in altre norme obbligatorie cosicché molti agricoltori non devono intraprendere alcuna azione aggiuntiva che vada aldilà di quanto necessario per essere in conformità con la legge. Inoltre gli stati membri sono negligenti nel controllare e rinforzare il rispetto “incrociato” delle norme, non riscontrando, ad esempio, alcuna violazione su migliaia di controlli effettuati sul rispetto di condizioni rilevanti. Questo rende irragionevole aspettarsi benefici ambientali significativi dal pagamento unico.
I danni ecologici di molti sussidi del secondo pilastro
Molti sussidi del secondo pilastro producono danni all'ambiente. Le conseguenze ambientali dei sussidi non sono state valutate completamente ed i dati disponibili non inducono a mitigare il danno causato dai programmi finanziati dall'UE e a respingere delle proposte di finanziamento ecologicamente irresponsabili. La UE ancora paga per la costruzione di serre che violano le aree protette per uccelli, e per la bonifica delle paludi.
I fondi insufficienti per i programmi agro-ambientali
Nel budget 2007-2013 per il secondo pilastro circa 5 miliardi di euro all'anno sono stati resi disponibili, in media, per programmi legati principalmente all'ambiente. Tale ammontare aumenterà nei prossimi anni ma non eccederà il 10% dell'intero budget della PAC.
La cattiva applicazione dei programmi agro-ambientali
Ancora peggio. Molti dei presunti pagamenti “verdi” non sono efficientemente rivolti alla protezione dell'ambiente. I ministri dell'agricoltura consapevolmente destinano più denaro agli agricoltori piuttosto che alla creazione di maggiore valore per l'ambiente. In molti paesi, ad esempio, gli agricoltori ricevono più denaro per l'adozione di alcune pratiche agricole che rispettano l'ambiente ma che non comportano per loro ulteriori costi, piuttosto che per la produzione secondo degli standard organici più rigidi.
Conclusione
L'attuale PAC non presta molto attenzione alla protezione ambientale. Contiene molti elementi che producono danni per l'ambiente, come sussidi accoppiati alla produzione e per la modernizzazione dell'azienda agricola, così come il dispendioso pagamento unico. Inoltre, le poche risorse diretti ai pagamenti agro-ambientali vengono spesi male. Questo è deplorevole poiché I servizi ambientali resi dall'agricoltura ed insufficientemente remunerati sul mercato rappresentano la ragione principale a sostegno dei sussidi all'agricoltura. In futuro la PAC dovrebbe destinare maggiori risorse a programmi agro-ambientali migliori.
Ma non tutto l'agro-ambientale dovrebbe essere sovvenzionato attraverso la PAC. Solo nel caso di beni pubblici ambientali non strettamente racchiusi dai confini nazionali la UE dovrebbe intervenire attraverso finanziamenti. Per quei beni pubblici che sono usufruiti all'interno dello stato membro che li finanzia, le autorità nazionali si trovano in una posizione migliore per assecondare le preferenze locali attraverso adeguate politiche locali che sono da un punto di vista finanziario più responsabili. Ad esempio, i maggiori benefici derivanti da un paesaggio vario, tradizionale e ben curato verranno mantenuti all'interno del paese, attraverso un utilizzo diretto, come l'attrazione di personale qualificato, o il turismo. Le spese legate al paesaggio dovrebbero quindi essere coperte in gran parte o esclusivamente dagli stati membri.
